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Basta con la pirateria!

L’Italia è la patria dei pirati.
Non quelli alla Jack Sparrow, ma quelli che si divertono a mettere di tutto on line solo per il gusto di danneggiare case editrici, case cinematografiche, autori, attori...
Insomma, per danneggiare chi produce opere letterarie, cinematografiche, musicali e artistiche.

In questo caso io parlo di libri.
Esiste un sito dove tutti ma proprio tutti i libri possibili e immaginabili rischiano di venire piratati e caricati in nome della “libera condivisione” alla faccia dei diritti d’autore e del copyright che non sono una barzelletta ma sono tutele del lavoro di chiunque crei qualcosa di originale e unico.
È peggio di LibGen, la app approvata da Google che aiuta i ladri a trovare libri e opere piratate per scaricarle.
Fatevi venire in mente il nome di un autore, famoso oppure no, vivo oppure morto: nove volte su dieci il signor Marapcana, il proprietario di questo sito illegale che la Guardia di Finanza ancora non si decide a chiudere, l’ha piratato e messo online.

È giusto? No, certo che no.
Ed è inutile che qualche deficiente si prende la briga di scrivere cose come questa:

“Vedetela in questo modo: immaginate che un genio vi dica che può magicamente far apparire il vostro libro su un milione di ereader domani mattina, ma che non guadagnerete un centesimo. Accettereste?
Se siete intelligenti, dovreste, perché se anche un decimo di quelle persone che hanno scaricato il vostro libro, diventano vostri lettori abituali, avete appena raccolto decine di migliaia di nuovi lettori.”

Costui vive sul pero dei cretini, è ovvio.
Se le opere di un autore vengono piratate, costui ci perde e basta. Nessuno scaricatore seriale si prende la briga di comprare un libro, se lo trova già craccato.
E qual è la piattaforma che consente tutto questo?
Amazon.
Anche se le case editrici (tutte, da quelle a pagamento alle self) mettono i DRM sui libri per proteggerli, quando Amazon converte il libro in formato kindle per la vendita li toglie e permette così ai pirati di scaricare le opere impunemente.
E se il danno a un autore famoso è fastidioso ma comunque facilmente rimpiazzabile coi guadagni fatti, per un autore modesto non è così.
I piccoli autori ci perdono immensamente, fino ad arrivare a non guadagnare più niente. E i bastardi che piratano i libri ci guadagnano sopra, perché ogni volta che qualcuno scarica un libro da uno dei loro hosting a loro viene una piccola somma.

Ma cosa può fare un autore se piratano il suo libro?
Ci viene in aiuto Daniele Imperi, anche lui vittima di pirateria letteraria:

“-Segnalare il sito alla casa editrice: se, ovviamente, lo avete pubblicato con un editore. Altrimenti potete segnalarlo ad Amazon, se magari è pubblicato lì con lʼesclusiva. Ho segnalato i primi due siti che distribuivano il mio libro crackato alla casa editrice, che si è subito attivata e nel giro di pochi giorni i siti in questione avevano rimosso il download.

-Segnalare la questione al sito stesso: ho scritto anche io a quei siti. In un caso chiedevano lʼemail dellʼeditore, in un altro ho trovato il link rimosso.

-Segnalare la questione alla società di hosting: so che le leggi europee e USA non consentono la diffusione di materiale coperto da copyright. Come trovare lʼhosting di un sito? Se il dominio è .it, cercatelo nella pagina apposita del Nic, lʼauthority italiana che gestisce i domini .it. Nei casi di altri domini (.com, .net, .biz, .info, ecc.) cercate il dominio con il Whois.

-Segnalare il problema a Google: perché a Google? Che cʼentra? Beh, Google può rimuovere quel sito dai risultati delle ricerche. Il modulo per inviare la segnalazione è Rimozione di contenuti da Google.

-Segnalare il problema alla Polizia postale: ma si tratta di andare a presentare una querela e non ne uscite più.”

Lui poi mette con una riga sopra la frase “aspettare sottocasa il webmaster del sito”.
Io lo consiglio vivamente, magari con una bella mazza ferrata.